Antonio Machado

XCIV

Nel mezzo della piazza e sulla rozza pietra,
l’acqua sgorga incessante. Nel prossimo giardino
alto cipresso innalza, dietro il muro recinto
dall’edera, la macchia dei suoi rami stecchiti.
La sera sta cadendo di fronte ai caseggiati
dell’ampia piazza, in sogno. Le vetrate rifulgono
con echi affievoliti di sole. Nei balconi
vi sono forme simili a dei teschi confusi.
Infinita è la calma nella piazza deserta,
dove passeggia l’anima il suo spettro di pena.
L’acqua sgorga incessante nella conca marmorea.
In tutta l’aria in ombra solo l’acqua risuona.

Traduzione di Oreste Macrì

Antonio Machado
Tutte le poesie e prose scelte
a cura di Giovanni Caravaggi
Arnoldo Mondadori Editore 2010  


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