Boris Pasternak

Boris Pasternak nasce nel 1890 a Mosca in una famiglia dell’alta borghesia ebraica: il padre è un celebre pittore, la madre un’eccellente pianista. Cresce in un ambiente di elevata cultura: i genitori frequentano, tra gli altri, Lev Tolstoj, Aleksandr Skrjabin e Sergej Rachmaninov. Studia composizione al Conservatorio e filosofia presso le Università di Marburgo, con il neokantiano Hermann Cohen, e di Mosca. Esordisce nel 1913 nel gruppo di futuristi moderati “Centrifuga”. Con le raccolte pubblicate nel 1922 (Mia sorella la vita) e nel 1923 (Temi e variazioni) si afferma come uno dei maggiori autori della poesia russa contemporanea, sia pure nell’ambito letterario sovietico. Traduce quindi poeti tedeschi, inglesi, armeni, georgiani, e diverse opere di Shakespeare. Dagli anni Quaranta pubblica altre raccolte poetiche, ma la sua fama fuori dei confini sovietici si deve soprattutto al romanzo Il dottor Živago, che esce in prima mondiale in traduzione italiana da Feltrinelli nel 1957. Nel 1958 gli viene conferito il Premio Nobel per la letteratura: dovrà rifiutarlo per le violente accuse e critiche mossegli dalle autorità e dalla stampa sovietiche. Muore nel 1960 nella sua dacia di Peredelkino, presso Mosca, dove viveva dagli anni Trenta.

Bibliografia

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